É la parrocchia più popolosa della diocesi di Milano, si estende su una superficie di circa 1.000.000 mq. delimitata tra: via Novara – via Rembrandt – piazza Velasquez – via Antonello da Messina – via Anguissola – piazza Bande Nere – viale Legioni Romane – via Mazzarino – via Domokos – piazza Amati.
Il territorio della parrocchia è intensamente abitato: il maggior sviluppo costruttivo si è avuto dal 1960 al 1973.
Gli abitanti sono 24.260. Vi sono 12.400 nuclei familiari di 2/3 persone. Le persone singole si aggirano sulle 4.000 unità.La zona è a carattere residenziale prettamente di ceto medio in cui si sono inseriti molti extracomunitari, in maggior parte filippini.Il territorio comprende attualmente svariate attività artigianali, uffici, negozi, alcuni supermercati, una rimessa dei tram e diverse scuole (asili nido, scuole materne, elementari, medie ed un istituto magistrale).Di fronte alla chiesa c’è un’importante caserma, la Santa Barbara, sede del reggimento d’artiglieria a cavallo.

CENNI STORICI

La Parrocchia è sorta nel 1933 con la costruzione della chiesa di p.za Perrucchetti Dal 1974 è retta dai Frati Francescani Cappuccini.La chiesa conserva le reliquie dei Santi ai quali è dedicata.

STORIA DEI SANTI PATRONI

Santi Nabore e Felice furono soldati d’origine nord-africana (dalla Mauritania), in forza nell’esercito romano sotto l’imperatore Massimiano, in servizio nella zona di Milano. Si convertirono alla fede cristiana insieme a S. Vittore (anch’egli soldato mauritano). In quel periodo (anno 303) la persecuzione era divampata soprattutto contro i soldati divenuti cristiani così l’imperatore procedette all’epurazione dell’esercito. I tre soldati disertarono (come racconta S. Ambrogio), furono processati e condannati alla decapitazione. La sentenza non fu però eseguita a Milano, ma a Lodi, dove già esisteva una numerosa collettività cristiana, allo scopo di terrorizzare la popolazione.
Per approfondire la Storia dei Santi Patroni

STORIA DELLE RELIQUIE

La traslazione dei tre martiri a Milano avvenne in forma solenne solo dopo l’anno 311. Vennero deposti separatamente in due differenti basiliche cimiteriali: Nabore e Felice in quella che fu chiamata “Naboriana” e Vittore in quella che sarebbe stata poi incorporata nella basilica di S. Ambrogio.

I busti contenenti le reliquie

Ai Santi Nabore e Felice fu tributata grande devozione da parte dei milanesi sino a tutto il sec. IV com’è documentato e confermato dallo stesso S. Ambrogio. Nel corso dell’Alto Medioevo, però, il loro culto si attenuò insieme allo stato della vecchia basilica naboriana finché, questa, non fu ceduta ai frati Francescani che la rinnovarono completamente e, nello stesso tempo, rinverdirono il culto dei martiri lì sepolti (nel 1249).L’antica basilica naboriana, così ristrutturata, prese il nome di S. Francesco Grande. Gli statuti milanesi del 1396 stabilirono che la festa a loro dedicata: il 12 luglio fosse di precetto. Tale festa venne però abolita da Carlo V di Spagna nel 1537.Nel 1472 i corpi dei due martiri furono nuovamente spostati insieme al nuovo altare.

É a quest’ultima traslazione che va attribuita la separazione dei corpi dai crani che furono collocati in appositi reliquiari d’argento.Questi, nel 1709, furono sostituiti da nuovi, sempre d’argento, a forma di busto che venivano esposti solennemente durante le principali festività.


IL TRASFERIMENTO ED IL RITROVAMENTO DELLE RELIQUIE

Più tardi (nel 1796), la chiesa di S. Francesco Grande venne soppressa ed i corpi dei due martiri furono traslati in S. Ambrogio il 22 gennaio 1799 (dove si trovano tuttora), mentre i busti con i crani scomparvero.Furono ritrovati solo il 18 dicembre 1959 a Namur (Belgio) presso un antiquario che, incaricato di una riparazione dai proprietari ignari, costatò il perfetto stato di conservazione dei sigilli originari recanti il nome dei martiri.Il v.00escovo di Namur, prontamente avvertito, comunicò il prezioso ritrovamento all’allora arcivescovo di Milano card. Montini (futuro papa Paolo VI) il quale trasferiva a Milano, in forma privata le reliquie intatte dei due martiri (avuti in dono dai proprietari).Solenni onoranze, a Milano prima ed a Lodi Vecchio poi, ne salutarono il ritorno e rinverdirono il culto attorno alla figura di questi antichi martiri cristiani venuti da così lontano, ma milanesi per la loro storia di fede.Nel 1960 il card. Montini affidò alla fine queste reliquie alla nostra chiesa già dedicata al loro culto.

LA BASILICA

 

Cappella SS Maria Vista interni Cappella SS Eucaristia
Le navate

É un grande edificio a tre navate che terminano, ciascuna, in un abside.

Le due laterali sono adibite a cappelle, quella centrale, sopra l’altar maggiore, porta un affresco rappresentante la SS. Trinità con ai lati due file di santi ed apostoli.

Le pareti della navata centrale sono affrescate con dipinti raffiguranti i vari esempi di Carità (tutti gli affreschi, le vetrate della facciata e la cupola in vetro sopra l’altar maggiore -recentemente restaurata- sono degli anni ’30/’40).

Le vetrate policrome sopra la navata centrale (più recenti) illustrano il “Cantico delle creature” di S. Francesco.

L’insieme dei decori murali e del baldacchino dell’altar maggiore si sono ispirati all’origine africana dei Santi Martiri.

Cappella della speranza

Aspetti storico/artistici della Basilica – Opuscolo 2008

 

 

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