RITIRO QUARESIMA 2020

Pubblicato giorno 20 marzo 2020 - Gruppi famiglie

 

Solo la presenza di Cristo risorto è in grado di vincere il profondo timore che ci attanaglia

. L’emergenza coronavirus ci sta “liberando” dall’illusione che tutto possa essere sotto il nostro controllo, e questo ci fa paura.
. Vorremmo che finisse presto per tornare “come prima”, ma è sbagliato: ci è chiesto qualcosa di nuovo, che ci rimarrà.
. Domandiamoci: quale è il centro, la “roccia”, il rapporto che dà senso, definisce, il mio essere e il mio fare?
. Sicuramente tutti noi rispondiamo «Gesù!», ed è vero. Lui è certamente presente, ma noi ce ne rendiamo conto?
. Abbiamo dovuto “lasciare” (non per sempre) molte delle modalità tradizionali con cui ci rapportiamo con Lui,
e questo ci invita ad una verifica e ad un approfondimento:
Cosa mi manca, e perché mi manca? Come vivere ora lo stesso rapporto di comunione con Cisto e con gli amici?
. Nei due brani del Vangelo che leggerete (dove lasciano una riva passano all’altra) Gesù era con gli apostoli, ma per loro era
come se non ci fosse; erano presi dalle loro preoccupazioni e paure come se non avessero mai avuto una storia, colma di grandi
segni, con Lui. Gli chiedono addirittura. «Non ti importa di noi»? E Gesù pone a loro, e a noi, delle domande precise:
. Perché discutete che non avete pane? Perché avete paura? Non avete ancora fede? Non capite ancora e non comprendete?
Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? Non comprendete ancora?
. In questa situazione di emergenza, cosa Gesù ci invita a capire, con la nostra ragione?
. Magari ognuno di noi ha una comprensione ed una risposta diversa, e questo è un bene: sappiamo che a noi, e al mondo intero,
le risposte “formali” non possono bastare; Gesù, in questa circostanza precisa, faticosa e dolorosa, ci “costringe” a verificare la
nostra fede e la nostra ragione.

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